Il nuovo DPCM ferma Mecspe 2020, la manifattura italiana e non solo

L’improvviso cambio di passo del DPCM del 24 ottobre cancella Mecspe 2020. È un pesante colpo di spugna non solo sull’evento, ma anche sul lavoro delle aziende dell’indotto fieristico e sul comparto delle materie plastiche, rimasto operativo pur con mille difficoltà anche nelle fasi più buie del lockdown dello scorso marzo.
Il provvedimento non sarà privo di strascichi economici per le realtà coinvolte. La fiera, prevista a Parma dal 29 al 31 ottobre, era infatti stata confermata dal DPCM del 18 ottobre e aveva avviato il 24 ottobre le attività per installare circa 60.000 mq di superficie espositiva in 6 padiglioni, seguendo tutti i protocolli sanitari per accogliere in sicurezza i 1.350 espositori coinvolti e il pubblico, e per garantire il pieno rispetto delle norme governative anti pandemiche.

Questa mattina, invece, MECSPE 2020, punto di riferimento delle tecnologie per l’innovazione e industria 4.0 nel settore della manifattura, ha iniziato a smontare gli stand e a disinstallare i macchinari che componevano le sue aree dimostrative.

La reazione di Nardella, presidente Senaf

«È un duro colpo, sia per la Fiera sia per le aziende del settore che apprezzano da 19 edizioni MECSPE trovandovi nuove tecnologie, soluzioni per tutte le filiere produttive e formazione continua, nonché un momento unico per fare scambi commerciali e ordinativi» commenta Ivo Nardella, Presidente di Senaf, Gruppo Tecniche Nuove. «Il nuovo DPCM ha contraddetto il precedente senza tenere conto dei tempi di pianificazione di una manifestazione professionale come MECSPE che è, e rimane, per il settore della meccanica specializzata una tre giorni di lavoro imprescindibile per pianificare la ripresa. Il settore della meccanica incide per l’8,1% sul valore aggiunto dell’intera economia, per il 6,1% sull’occupazione e se pensiamo che solo in Emilia Romagna, regione in cui si tiene la manifestazione, la filiera della Meccanica costituisce il 56,5% delle esportazioni, si capiscono meglio i confini dei danni che per il settore comporta questa decisione».

Ci risulta non siano stati previsti momenti di confronto né con Confindustria né tantomeno con AEFI Ivo Nardella, presidente Senaf

«Una fiera che ha un impatto professionale su quasi 90.000 lavoratori tra imprenditori, operai specializzati, tecnici, ingegneri e che traina un settore strategico per la ripresa del paese, non può e non deve essere messa alla stessa stregua di una sagra di paese, senza nulla togliere a queste manifestazioni. Ci auguriamo di essere convocati dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri per valutare l’entità dei danni e vogliamo ringraziare tutte le imprese, le associazioni settoriali e territoriali che hanno deciso di essere parte di Mecspe, scusandoci enormemente per i disagi che comporta la decisione annunciata ieri dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte».

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