Il bicchiere in plastica del caffè diventa nuovo bicchiere grazie al progetto RiVending

Il recupero e riciclo di bicchieri e palette in plastica utilizzati nel vending – l’attività di vendita e somministrazione di bevande e prodotti alimentari tramite distributori automatici – è l’obiettivo del progetto RiVending voluto da Corepla, UnionplastConfida (Associazione Italiana Distribuzione Automatica).  L’obiettivo finale a cui tende il progetto è quello di trasformare il bicchiere usato in un nuovo bicchiere, creando così nel settore l’economia circolare perfetta.

I primi risultati sono stati presentati in questi giorni a Ecomondo di Rimini, comunicando anche l’intenzione di crescere su un territorio più ampio per rendere sempre più ecologiche le pause caffè degli italiani. Il progetto prevede in prospettiva numeri importanti in termini di tonnellate di bicchieri e palette riciclati: l’Italia è infatti il primo paese per numero di distributori automatici, diffusi principalmente nell’industria, seguita dagli uffici privati, dal commercio, dal mondo della scuola e delle università, dagli ospedali e dagli uffici pubblici, per un coinvolgimento di oltre 20 milioni di consumatori e 35.000 posti di lavoro.

5.000 cassonetti RiVending installati entro il 2020

«I consumi della distribuzione automatica sono al 97% all’interno di edifici (aziende, scuole, ospedali…) e si svolgono nei pressi delle vending machine. Per questo il nostro canale distributivo per le sue stesse caratteristiche ha una grande potenzialità di implementare progetti di raccolta e riciclo della plastica» spiega Massimo Trapletti, presidente di Confida. «Con RiVending facciamo un passo in avanti verso l’economia circolare: la plastica di bicchierini e palette del caffè raccolta separatamente e riciclata viene reimmessa in produzione per fabbricare nuovi prodotti e prossimamente nuovi bicchierini e palette, riducendo così l’utilizzo di nuova plastica. Il nostro obiettivo per il 2020 è quello di installare 5.000 contenitori RiVending per dare un contributo importante alla sostenibilità ambientale».

Anche Eni coinvolta nel progetto RiVending

Al progetto pilota RiVending hanno già aderito realtà importanti. La prima esperienza ha coinvolto aziende ed enti presenti sul territorio di Parma e Provincia, tra i quali Comune di Parma, Università di Parma, Iren, Barilla Spa e Gazzetta di Parma.

La seconda ha visto la collaborazione di Eni, che ha scelto RiVending per dare impulso allo sviluppo dell’economia circolare anche attraverso il contributo dei propri dipendenti. Dalla raccolta di bicchierini e palette nelle aree break nelle sedi Eni a San Donato Milanese è possibile produrre una materia prima seconda selezionata, con cui Versalis – la società chimica di Eni – può alimentare l’impianto a Mantova che produce il polistirene espandibile con contenuto di riciclato. Viene data così nuova vita a prodotti importanti per la nostra quotidianità convertendoli, dopo l’utilizzo, in beni durevoli come pannelli di polistirene espanso per l’isolamento termico, che permette alle nostre case di ridurre i consumi energetici, ma anche imballaggi per elettrodomestici e mobili.

Ciotole riciclate per amici a 4 zampe

Forti delle esperienze fatte, l’obiettivo è di estendere RiVending anche ad altre province del territorio italiano. L’estensione sarà articolata in due fasi: una dalla valenza prevalentemente “educational”, alla quale potranno aderire tutte le realtà che utilizzano i distributori di caffè e bevande calde allo scopo di creare una cultura del riciclo anche in azienda e una più “tecnica” dove, in presenza di quantità significative, verrà attivato il progetto vero e proprio con la riduzione dei passaggi di filiera e la massimizzazione dei volumi avviati a riciclo.
Ma le novità non si fermano qui. Gli ideatori del progetto hanno coinvolto un partner d’eccezione: ENPA – Ente Nazionale Protezione Animalia cui verranno donate 5.000 ciotole realizzate dal riciclo degli imballaggi in polistirene. Una dimostrazione concreta che anche la plastica usa e getta, se opportunamente raccolta viene inserita in un circuito virtuoso di riciclo e non diventa nemica dell’ambiente e degli animali. Un progetto che premia il gesto di civiltà di tanti cittadini che facendo quotidianamente la raccolta differenziata, fanno un regalo all’ambiente e agli amici a quattro zampe.

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