Green Isofil: polipropilene riciclato, emissioni dimezzate

“Nobilitare” le plastiche post consumo provenienti dalla raccolta dei rifiuti urbani dando vita a un prodotto che possa essere utilizzato per la realizzazione di beni durevoli. È questo l’approccio che ha portato Sirmax Group allo sviluppo dei compound “sostenibili” della linea Green Isofil® e Green Isoglass®, oggi proposti a importanti clienti in sostituzione del polipropilene da fonti fossili con risultati incoraggianti in termini di impronta di carbonio e prestazioni tecniche.

L’analisi dell’impronta ambientale

«La sostenibilità dei materiali è stata valutata attraverso uno studio di life cycle assessment (LCA) commissionato a Spinlife, società dell’Università di Padova, che si è svolto tra aprile e novembre 2020 seguendo i requisiti degli standard internazionali ISO 14040:2006 (LCA Principles and framework) e ISO 140040:2006 (LCA requirements and guidelines)» spiega Marco Moretto, Opportunity to Market Director di Sirmax.

Marco Moretto

«Oggetto dello studio sono stati due compound di polipropilene destinati ai settori auto ed elettrodomestico: Isofil, prodotto a partire da polipropilene vergine, e Green Isofil, caratterizzato dal 33,8% di Serplene®, materiale plastico riciclato da post consumo, prodotto da SER, società del Gruppo con sede a Salsomaggiore Terme (Parma) specializzata nel riciclo meccanico di plastica da post consumo. Entrambi i prodotti sono additivati con cariche minerali, masterbatch coloranti e altri additivi in diverse percentuali» continua Moretto.
La metodologia scelta per la valutazione dei potenziali impatti ambientali (metodo CML-IA baseline) prende in considerazione diverse categorie di impatto: la protezione della salute umana e degli ecosistemi in correlazione all’estrazione di minerali e combustibili fossili, l’impatto potenziale delle sostanze acidificanti su suolo e aria, l’esaurimento dell’ozono stratosferico, il cambiamento climatico legato all’emissione di gas serra. E, ancora, l’impatto sull’ambiente da emissione di sostanze nutritive nell’aria (nitrificazione), la formazione foto-ossidante, la quantificazione del potenziale di deprivazione della risorsa idrica.

La “palazzina della tecnologia” di Cittadella (Padova), è un’area tecnico-direzionale totalmente dedicata alla ricerca e sviluppo, pensata e strutturata come uno showroom dove mostrare live il mondo Sirmax

Emissioni di CO2 dimezzate

«Lo studio ha considerato tutto il ciclo di vita, dalla produzione delle materie prime alle fasi di lavorazione nel nostro stabilimento di Cittadella (Padova), prendendo in esame anche il packaging e lo stoccaggio finale, in tutti i fattori chiave: i quantitativi di materiale in ingresso e quelli utilizzati per le lavorazioni, i consumi di energia, le emissioni e gli scarti» prosegue Moretto. «I principali aspetti emersi dopo l’elaborazione dei dati, ci permettono innanzitutto di affermare che gli impatti più significativi su tutte le categorie ambientali avvengono in fase di produzione delle materie prime e, in misura inferiore ma importante, sono determinati dai consumi energetici. È fondamentale notare che il polipropilene riciclato da post consumo comporta una riduzione significativa degli impatti in quasi tutte le categorie prese in considerazione, fatto salvo quelle riguardanti il consumo di ozono e la nitrificazione. Dall’analisi di alcune famiglie del Green Isofil emerge come la sostituzione di polipropilene vergine con riciclato da post consumo può comportare in molti casi il dimezzamento delle emissioni di anidride carbonica. Inoltre, le fasi di trasporto dei rifiuti non incidono in maniera significativa, confermandoci la bontà del modello scelto».
Passando agli obiettivi per il futuro, Moretto sottolinea: «I risultati positivi finora raggiunti ci spingono ad approfondire ulteriormente la modellazione del ciclo di vita del polipropilene riciclato da post consumo e al contempo a valutare anche altre tipologie di materie prime, nell’ottica di poter sviluppare prodotti sempre più sostenibili e in grado di soddisfare le esigenze dei nostri partner anche sotto il profilo delle prestazioni ambientali».

Prestazioni tecniche ottimizzate

Il potenziale sostenibile delle linee dei compound di seconda vita di Sirmax può essere  amplificato attraverso l’adozione di un approccio ingegneristico alla progettazione dei componenti. In questa operazione è fondamentale l’apporto delle competenze di Smart Mold, spin off dell’Università di Padova, di cui l’anno scorso Sirmax Group ha rilevato il 50%, in aumento di capitale. Uno degli asset della società di ingegneria è un particolare brevetto: un trattamento della superficie degli stampi utilizzati per iniettare la materia plastica, che permette di diminuire la pressione di iniezione, rendendo più agevole il riempimento dello stampo. I materiali riciclati, per loro natura, presentano una viscosità più elevata e variabile rispetto al materiale vergine e questo limita il loro utilizzo. Con i brevetti Smart Mold si aprono nuove possibilità per la plastica proveniente da post consumo, con la conseguenza di una riduzione dell’impatto ambientale e di un maggiore rispetto per l’ambiente.

Smart Mold si focalizza anche sulla riduzione del consumo di plastica all’interno di un manufatto, utilizzando materie prime con con tecnologie all’avanguardia. Con l’utilizzo combinato dei materiali più performanti prodotti da Sirmax e dei trattamenti superficiali per stampi sviluppati da Smart Mold, è possibile ridurre significativamente lo spessore di molti componenti strutturali, diminuendo il peso del manufatto e, di conseguenza, il consumo di plastica vergine.