Fanuc Italia inaugura la nuova sede di Lainate

Fanuc ha inaugurato il nuovo polo espositivo e di training di Linate, con l’obiettivo di rendere sempre più accessibili macchine a controllo numerico, presse a iniezione, robot e macchine utensili, facendone toccare con mano il funzionamento ai clienti e progettando insieme a loro soluzioni custom-made. La presenza all’evento del chairman del Gruppo Yoshiharu Inaba, figlio del fondatore Seiuemon Inaba, e del presidente e Ceo di Fanuc Europe Corporation Shinichi Tanzawa, testimonia l’importanza che il mercato italiano riveste per il gruppo giapponese.

Spazi più ampi e moderni

La nuova sede di Lainate, che si sviluppa su 13.000 metri quadrati con un investimento da 25 milioni di euro, riflette le aspettative del Gruppo sul mercato italiano che, secondo le previsioni dovrebbe toccare 180 milioni di euro di fatturato nel 2019 e 200 milioni di euro nel 2020. Il centro espositivo è composto da un’ampia area Experience, dove sono presenti alcune soluzioni smart già installate presso clienti, per esempio nell’automotive, e dove sono in funzione alcuni robot, macchine a controllo numerico e presse a iniezione. Questa è propriamente l’area test dove i clienti vedono lavorare le macchine e ne verificano il livello di qualità, precisione e velocità, per esempio in condizioni di umidità controllata, e possono pensare alle loro applicazioni specifiche.
Il nuovo centro dispone anche di un’area training dotata di sei aule. Il recente ingresso nell’ITS Meccatronica di Sesto San Giovanni (Milano) aprirà nuove possibilità formative sulle macchine Fanuc anche per i futuri tecnici specialisti.

Obiettivo personalizzazione

Le customizzazioni più comuni vengono gestite da Fanuc Europe Corporation in Lussemburgo, che ha anche una funzione logistica per rifornire i Paesi europei di prodotti e pezzi di ricambio in modo diretto, con un mese al massimo di consegna per una soluzione personalizzata, mentre le richieste più su misura vengono gestite dall’ufficio tecnico di Lainate con la divisione giapponese.

L’Italia ha un’industria manifatturiera di alta qualità, le cui esigenze stimolano e indirizzano la nostra ricerca e sviluppo di prodotti innovativiShinichi Tanzawa, Ceo di Fanuc Europe Corporation

La strategia del Gruppo ora è di puntare sempre più sulla consulenza, servizio e assistenza al cliente finale, al quale offrire le proprie soluzioni integrate e personalizzate.

Fatturato raddoppiato in cinque anni

In cinque anni Fanuc ha raddoppiato il fatturato, passando da 80 milioni a 156 milioni di euro (+87% rispetto al 2013), mentre l’organico è salito a 143 dipendenti (+86% sul 2013). Il personale della filiale italiana cresce ogni anno di 10-15 unità e ha un’età media inferiore ai 35 anni. Con 7.000 dipendenti nel mondo e 4.000 robot incessantemente in funzione nei suoi stabilimenti in Giappone, il Gruppo è quotato alla borsa di Tokyo, ha ricavi consolidati per 6,8 miliardi di dollari (+35,5% rispetto al 2017) e un utile netto di 1,7 miliardi di dollari (+42,5%). La divisione factory automation (macchine a controllo numerico) ha avuto ricavi pari a 1,9 miliardi di dollari (+27%), la divisione robotica 2 miliardi di dollari (+19,9%), mentre le macchine utensili 1,69 miliardi di dollari (+102%). L’obiettivo del Gruppo ora è quello di connettere grazie alla piattaforma aperta Field, da settembre sul mercato europeo, sistemi diversi e robot di generazioni diverse, dotando sempre più di intelligenza artificiale e di tecnologia digitale i sistemi di automazione. Sono oltre 24 milioni i prodotti Fanuc installati nel mondo e 550.000 i robot in funzione. Quelli collaborativi sono solo all’inizio della loro storia, oggi l’1% della produzione che ha una capacità di 11.000 al mese, ma la richiesta è in crescita perché sono agili, non ingombrano e sono di supporto a macchine e operatori sulla linea produttiva.

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