Estrusori di granuli in bioplastiche per film in bolla

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Il costruttore di estrusori torinese Bausano ha ampliato la gamma MD Nextmover introducendo soluzioni personalizzate per il compounding di bioplastiche in granuli, destinate alla successiva estrusione di film in bolla. Queste linee sono in grado di lavorare anche plastiche idrosolubili come il PVA (alcool polivinilico, conosciuto anche come), un polimero termoplastico utilizzato prevalentemente nel packaging alimentare, la cui domanda è attesa in crescita al 2026 con un tasso medio annuo del +6%.

Gli accorgimenti tecnici

«Il PVA è completamente biocompatibile e atossico, a bassa permeabilità all’ossigeno in assenza di umidità» spiega Alessandro Ruotolo, ingegnere dei materiali in Bausano, che continua «Per questo motivo, il film realizzati con questo materiale sono sempre più utilizzati nel confezionamento di alimenti, farmaci, prodotti per la cura della persona e negli imballaggi monouso, come le pastiglie detergenti. Esistono, inoltre, tipologie di bioplastica idrosolubile ottenute da materie prime di origine vegetale, proposte come alternativa all’alcol polivinilico. In entrambi casi, data la complessità del materiale, le esigenze del processo di granulazione sono diverse rispetto alle plastiche tradizionali e pertanto richiedono tecnologie sviluppate ad hoc».

Nel determinare la corretta configurazione degli estrusori bivite contro-rotanti, che garantiscono performance migliori rispetto ai co-rotanti nel caso di bioplastiche idrosolubili, il team tecnico di Bausano prende in considerazione diversi aspetti. In primo luogo, la lunghezza del cilindro, che deve consentire al materiale di transitare per il tempo strettamente necessario al trattamento da parte delle viti. Al contrario, una permanenza prolungata, lo sottoporrebbe a uno stress eccessivo. In secondo luogo, la temperatura: la lavorazione, infatti, avviene a temperature molto più alte rispetto, ad esempio, al PVC e al fine di ottenere un granulo senza impurità è necessario identificare con estrema precisione il punto di gelificazione. Infine, la tipologia di testa e la tecnologia di taglio concorrono a determinare la corretta modalità di raffreddamento dell’estruso che, essendo idrosolubile, non permette l’impiego di acqua, a differenza di polimeri come le poliolefine.


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