Competenze cercasi: il gap che frena la manifattura e le sfide delle PMI

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Il disallineamento delle competenze non è più soltanto un segnale d’allarme: è un freno reale allo sviluppo delle imprese che compromette la produttività, rallenta l’innovazione e genera un progressivo depauperamento del territorio.

«A Milano e in Lombardia, dove la competizione corre più veloce, questo gap pesa ancora di più: le PMI associate ci segnalano quotidianamente il forte disallineamento tra le professionalità richieste e quelle offerte dal mercato del lavoro. E ciò si traduce in mancata crescita, tempi di produzione più lunghi, difficoltà nel presidiare nuovi mercati e minore capacità di cogliere le opportunità della trasformazione tecnologica e sostenibile. A questo si unisce la complessità di garantire la continuità di impresa, in molti casi a causa del mancato passaggio generazionale tra imprenditori o lavoratori».

Con queste parole Luciana Ciceri, presidente dell’Associazione Piccole e Medie Industrie (API), ha aperto la tavola rotondaPMI: il ruolo strategico delle competenze”, che si è svolta il 26 marzo presso la sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, organizzata da API in partnership con l’Ordine degli Ingegneri. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, professionisti e imprenditori per analizzare il ruolo sempre più decisivo delle competenze in un sistema produttivo che opera in un contesto globale sempre più instabile.

L’incontro, moderato da Stefano Valvason, direttore generale API, è stato aperto dal benvenuto di Carlotta Penati, presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, mentre la tavola rotonda ha visto la presenza di Elena Buscemi, presidente del Consiglio Comunale di Milano, Luciana Ciceri, presidente di API, Carmelo Iannicelli, tesoriere e consigliere dell’Ordine, insieme ai rappresentanti delle Commissioni dell’Ordine “Intelligenza Artificiale”, con Raffaella Folgieri, e “Start‑up e Innovazione” con Vito Savino.

Il valore del capitale umano

Il discorso di benvenuto di Carlotta Penati, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano

«In un giorno carico di storia e sentimenti per API. ma anche per Milano, nel ricordo dell’attentato terroristico del 1976 e di un momento storico complesso per l’Italia, ci ritroviamo insieme per parlare di valore del lavoro, delle persone e delle imprese che, insieme alle competenze, sono i fattori chiave dello sviluppo della nostra città e del Paese», ha sottolineato Elena Buscemi. «Quegli stessi valori, quella dedizione al lavoro e la solidarietà che si sviluppò nella società civile furono gli anticorpi che permisero ad Apimilano di reagire all’attentato e al Paese di uscire da uno dei momenti più difficili della nostra storia».

Dal canto suo, Carlotta Penati ha invece evidenziato che «In un’epoca di trasformazioni tecnologiche rapide e spesso dirompenti, il vero fattore competitivo, oggi, non è la tecnologia in sé, ma la capacità delle persone di comprenderla, governarla e integrarla nei processi produttivi. Il valore delle PMI risiede proprio nel capitale umano: esperienza, capacità di adattamento e quel “saper fare” che rende unico il modello lombardo. Le PMI sono chiamate ad affrontare sfide decisive su digitalizzazione e sostenibilità; senza un supporto adeguato, queste eccellenze rischiano di dover cedere il passo ai grandi gruppi multinazionali esteri, alimentando una pericolosa desertificazione industriale.

L’Ordine degli Ingegneri di Milano si pone come soggetto di indirizzo e supporto alla collettività, promuovendo qualità, formazione e competenza nell’esercizio della professione; la partnership strategica con API è finalizzata a creare una sinergia concreta a sostegno del nostro tessuto produttivo, per avviare e implementare quei processi di innovazione indispensabili affinché le aziende lombarde possano diventare più competitive, sostenibili e, soprattutto, protagoniste del proprio futuro».

Servono percorsi formativi mirati

L’intervento di Luciana Emanuela Ciceri, con Elena Buscemi (a sinistra) e Carlotta Penati (a destra)

«Dall’incontro è emerso un messaggio inequivocabile: le imprese manifatturiere hanno bisogno di percorsi formativi mirati, agili e che permettano di cogliere le opportunità tecnologiche emergenti», ha concluso Luciana Ciceri. «Il 78% delle PMI coinvolte in una rilevazione flash di API dichiara di avere difficoltà a selezionare figure professionali specifiche, mentre il 67% delle imprese prevede nuove assunzioni nei prossimi due anni. C’è voglia di investire, nonostante la situazione geopolitica e le oscillazioni dei mercati.

Oggi cerchiamo professionisti che uniscano soft skill, tecnica, digitale e capacità gestionali. Ma soprattutto serve una collaborazione stabile e concreta tra imprese, istituzioni e professioni tecniche. Solo facendo squadra, infatti, possiamo affrontare davvero le transizioni in atto e trasformarle in opportunità di crescita. Per questo abbiamo iniziato la collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano».


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