Come stampare manufatti in plastica rigenerata senza compromessi estetici

Una delle criticità che limita l’impiego di plastiche rigenerate è l’aspetto estetico dei manufatti, problema che può essere risolto con un trattamento secondario (verniciatura, coating…) oppure direttamente in fase di stampaggio attraverso la co-iniezione. Engel ha sviluppato una variante del processo – la tecnologia skinmelt – che permette di utilizzare una quantità maggiore di materiale di riciclo anche nella produzione di parti con geometria complessa. A differenza della co-iniezione tradizionale, nel processo skinmelt i due fusi vengono stratificati ancora prima di essere iniettati in sequenza nel cilindro di iniezione principale. Il polimero che costituisce la superficie (la resina vergine) entra per primo nella cavità dello stampo e premuto contro la parete dell’impronta dal successivo flusso di materiale riciclato, che formerà il nucleo. La proporzione di plastica “seconda vita” utilizzabile è determinata soprattutto dalla geometria del manufatto e dalla modalità di riempimento dell’impronta, ma svolgono un ruolo importante anche la posizione del punto di iniezione e il rapporto tra la viscosità dei due polimeri.

Una delle applicazioni più interessanti proposte dal costruttore austriaco riguarda la produzione di casse destinate al trasporto di merci contenenti oltre il 50% di materiale riciclato. Nucleo e pelle sono entrambi in PP, l’uno rigenerato (sviluppato da Erema) e l’altro vergine, così da permettere un facile riciclo al termine del ciclo di vita. Cuore dell’isola è una pressa a iniezione a due piani Engel duo 3660H/1560W/450 combi provvista di due unità di plastificazione in esecuzione compatta: l’unità dedicata alla pelle è montata ad angolo sopra l’unità di iniezione orizzontale dove viene fuso il materiale riciclato. Un’altra peculiarità della soluzione è che l’intero processo viene visualizzato sul monitor dell’unità di controllo CC300 della pressa, consentendo così la regolazione precisa del rapporto di miscelazione, ottimizzando quindi la proporzione di materiale riciclato.

Dal momento che le prestazioni delle plastiche riciclate tendono a essere leggermente inferiori rispetto a quelle delle resine vergini, Engel ha commissionato gli studi per la valutazione dell’idoneità all’uso delle casse a due enti terzi. L’istituto austriaco TCKT (Transfercenter für Kunststofftechnik GmbH) ha svolto i test di impilaggio, mentre l’Università Johannes Kepler di Linz (Austria) si è occupata dell’affidabilità del prodotto in termini di impatto e proprietà di servizio continuo. In entrambi i casi non sono emersi ostacoli all’impiego in sicurezza del materiale riciclato. Un risultato ottenuto grazie all’accurata progettazione preliminare delle casse ottenute con tecnologia skinmelt, operazione che non può avvenire senza una profonda conoscenza delle caratteristiche dei materiali rigenerati e delle tecnologie per stamparli.

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