Ascensori ultrarapidi grazie alle fibre di carbonio

Un esempio di eccellenza delle potenzialità del carbonio si legge nella velocità degli ascensori ultrarapidi di Hyundai Elevator: nel 2009 era “ridotta” a 1.080 metri al minuto, nel 2020 ha raggiunto i 1.260 metri al minuto. La tecnologia è il risultato di uno sviluppo durato cinque anni a cura di un team di aziende e istituzioni supportato dal Ministero per l’Industria, il Commercio e l’Energia della Corea del Sud.

La movimentazione di questi bolidi verticali è affidata a cinghie realizzate con una fibra di carbonio dedicata, del peso di circa un sesto rispetto ai cavi metallici, che permettono di estendere la distanza coperta da 600 a oltre 1.000 metri e riducono il consumo energetico del 30%. La naturale tendenza all’oscillazione del materiale previene la risonanza che può verificarsi negli edifici particolarmente alti a causa del vento o dei terremoti, garantendo un’operatività sicura. Inoltre, la superficie delle cinghie in fibra di carbonio, caratterizzata da stabilità termica e resistenza alla trazione, è rivestita con un materiale polimerico che migliora le prestazioni di attrito e antiabrasione, raddoppiando la vita utile del componente. All’efficacia di questa realizzazione contribuiscono la dotazione di motori di sollevamento a nove fasi ad alta velocità e capacità, in grado di funzionare normalmente anche in caso di guasto di una parte del sistema, il controllo computerizzato con CPU a elevate prestazioni e sistema operativo in tempo reale, una snella cabina che riduce del 7% la resistenza dell’aria migliorando comfort e stabilità con una tecnologia mimetica. Ad esempio, utilizzando questa tipologia di ascensori è possibile ridurre del 20% – passando da 57 a 46 secondi – la salita all’ultimo piano del grattacielo Burj Khalifa, l’edificio più alto del mondo con i suoi 828 metri, compiendo l’ascesa in un unico viaggio senza dover cambiar ascensore a metà strada.

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