Arburg Italia punta sulla ripartenza

“Wir sin da”, noi ci siamo. Il payoff scelto da Arburg in tempi non sospetti, assume in questo periodo di emergenza sanitaria e scenario economico incerto una nuova valenza: noi ci siamo, anche ora. Lo slogan capeggia in lettere cubitali sulla parete del rinnovato showroom della filiale italiana a Peschiera Borromeo, alle porte di Milano, i cui lavori di ampliamento e ammodernamento sono stati conclusi durante il periodo di lockdown primaverile e celebrati con un evento a fine settembre, non appena le condizioni sanitarie lo hanno consentito. «L’inaugurazione dei nuovi spazi, seguita da un’open house di due giorni, è un segnale che abbiamo voluto mandare al mercato della nostra voglia di ripartire e tornare a incontrare clienti e partner, pur nella massima sicurezza, con coraggio, ma senza incoscienza» ha ribadito Gerhard Boehm, Managing Director Sales & Service di Arburg, che ha presenziato per portare i saluti della proprietà. «Organizzare un evento in tempi di Covid-19 non è una cosa scontata, ma è una sfida che abbiamo affrontato, in sicurezza, come abbiamo fatto nei mesi più difficili della pandemia. Il polo integrato di Lossburg, la produttività dei reparti, la catena di fornitura corta e le potenzialità dell’ecosistema digitale di arburgXworld, ci hanno consentito di andare avanti, senza fermare le attività, consegnando le macchine e fornendo supporto anche nei mesi più difficili».

Nuovi spazi per la filiale italiana

L’intervento di ammodernamento della sede italiana – la prima in Europa per vendite – ha incrementato la superficie dell’80%, portandola a oltre 2.000 metri quadrati. A beneficiare sono stati soprattutto gli spazi dedicati all’esposizione delle macchine e ai servizi forniti ai clienti: lo showroom ora può ospitare fino a 10 presse Allrounder contemporaneamente (con possibilità di attrezzarle con stampi per prove di stampaggio), lasciando anche spazio a corner permanenti dedicati a digitalizzazione (arburgXworld) e manifattura additiva (freeformer). Sono state ricavate nuove sale per riunioni – di cui una vetrata che sporge con effetto scenografico sullo showroom – e per il training, con possibilità di ottenere, unendo due aule, una superficie di oltre 110 metri quadrati per formazione e seminari.

Porte aperte con tre presse

Nel corso dell’open house sono state mostrate una novità e due applicazioni piuttosto inusuali di stampaggio a iniezione, oltre a un’applicazione medicale che sfrutta le potenzialità della manifattura additiva.

La novità è Allrounder 270 S compact, pressa con elevato “value for money”, come direbbero gli anglosassoni, ovvero buon rapporto tra prestazioni e prezzo di acquisto; compatta e configurabile online (utilizzando il portale arburgXworld, con tempi di consegna più rapidi), la macchina esprime una forza di chiusura di 35 tonnellate, con un prezzo inferiore di un quarto rispetto a un’idraulica standard e un ingombro a terra ridotto del 20%. La pressa era allestita con uno stampo a due cavità per la produzione di posate monouso in bioplastica a base PHA IamNature di Maip.

Degna di nota anche l’applicazione scelta per mostrare lo stampaggio “elettrico” di articoli tecnici di particolare complessità: una Allrounder 470 E Golden Electric, con forza di chiusura di 100 tonnellate, stampava, con ciclo alternato di 85 secondi, una ruota dentata magnetica a otto poli e 48 millimetri di diametro (peso di 32,6 grammi) e un rotore a quattro poli e 34 millimetri di diametro (33,4 grammi). Il materiale utilizzato è un compound magnetico a base poliammide 6 fornito dalla giapponese Mate. La magnetizzazione della ferrite contenuta nel materiale avviene direttamente nello stampo, attraverso magneti permanenti.

Completavano l’esposizione una seconda pressa elettrica Allrounder 470 A 1000-290, dedicata alla produzione di un fermaporte in gomma termoplastica a bassa densità (Thermolast K HTC 9999/201 di Kraiburg TPE), e un freeformer 200-3X che stampava in 3D, partendo da granulo, uno scaffold in polimeri biocompatibili per la rigenerazione e crescita cellulare “in vitro”.

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