Alessandro Grassi è il nuovo presidente Assocomaplast

Alessandro Grassi
Alessandro Grassi

Si è svolta venerdì 19 giugno, presso il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, l’annuale assemblea dei soci Assocomaplast, l’associazione nazionale di categoria, aderente a Confindustria, che raggruppa circa 160 costruttori di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma. In tale occasione, è stato eletto nuovo presidente per il biennio 2015-2017 Alessandro Grassi, amministratore delegato di Frigosystem, che ha a sua volta nominato vice-Presidente dell’associazione Andrea Franceschetti, direttore vendite international di Gefran. Alessandro Grassi succede a Giorgio Colombo, amministratore delegato di Icma San Giorgio.
«Sono onorato di ricoprire la carica di presidente Assocomaplast», ha dichiarato Grassi. «La mia attività proseguirà nel solco già tracciato dai miei predecessori, a partire dall’amico Giorgio Colombo. Ci attendono molte e complesse sfide che sono certo riusciremo a vincere grazie alla collaborazione non solo con Consiglio e Giunta, ma anche con la base che – questo è uno dei miei primi obiettivi – intendo coinvolgere sempre più nella vita associativa».

Giorgio Colombo
Giorgio Colombo

Nel suo intervento di congedo, il presidente uscente ha fornito agli associati un quadro sull’andamento del settore nel 2015 e ha sottolineato ancora una volta come il 2014 sia stato un anno di sostanziale ripresa per l’industria italiana delle macchine per materie plastiche e gomma, con una produzione stimata a 4 miliardi di euro (+2,6% rispetto al 2013) ed esportazioni in crescita del 5% (fino a 2,68 miliardi).
«Il risultato messo a segno lo scorso anno sul fronte delle vendite all’estero, che rappresentano mediamente oltre il 70% del fatturato e fino al 90% per alcune realtà», ha dichiarato Giorgio Colombo «è stato seguito da segnali positivi per quanto concerne il mercato interno. Infatti, le più recenti rilevazioni congiunturali svolte dal Centro Studi Assocomaplast mostrano una ripresa dei livelli di produzione per le aziende trasformatrici italiane e un miglioramento del portafogli ordini per i costruttori di macchinari, sia a livello di consuntivo sia di previsione a 3-4 mesi. Anche a livello occupazionale, si assiste finalmente a un’inversione di tendenza, con un superamento pressoché totale del ricorso alla cassa integrazione e, anzi, la ricerca di nuova forza-lavoro».

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