Accordo tra MIMIT e Anfia per la transizione ecologica nell’automotive

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Per gestire in maniera coordinata e razionale le sfide della transizione ecologica della filiera automotive italiana al 2030 e, al contempo, promuovere crescita e possibilità d’impiego in un settore strategico, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il presidente di Anfia Roberto Vavassori hanno sottoscritto il 18 ottobre a Palazzo Piacentini (Roma) un protocollo d’intesa che identifica le priorità d’intervento a sostegno degli investimenti delle imprese nei prossimi anni.

L’obiettivo condiviso del piano di lavoro è quello di stimolare l’incremento della produzione nazionale per raggiungere volumi superiori al milione di veicoli prodotti negli stabilimenti italiani. Un percorso che, attraverso strumenti di supporto e accompagnamento agli investimenti produttivi e in ricerca e innovazione, porterà al consolidamento delle competenze fondamentali per la decarbonizzazione della mobilità e all’ampliamento della capacità d’innovazione dei costruttori di veicoli e di componenti, in relazione alle nuove tecnologie chiave per lo sviluppo futuro della mobilità di persone e merci.

I commenti dei due firmatari dell’accordo

La stretta di mano tra il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il presidente di Anfia, Roberto Vavassori

“Il protocollo di oggi rappresenta un passo importante nella strategia di politica industriale dell’automotive in cui ci focalizziamo sullo sviluppo e sulla riconversione della filiera italiana affinché sia competitiva anche nell’era dell’elettrico”, ha dichiarato Adolfo Urso. “Questo accordo è il pilastro su cui costruire un più vasto e complessivo progetto per rilanciare il settore e la produzione nazionale, a partire dall’intesa con Stellantis su cui siamo impegnati in queste settimane. Il nostro obiettivo è la stesura di un piano di transizione di largo respiro, volto a rilanciare la produzione e l’occupazione, supportando lo sviluppo di una filiera italiana più innovativa, sostenibile ecologicamente ed economicamente, in coerenza con il futuro dell’industria”.

“Crediamo fortemente che sia possibile invertire la rotta”, ha aggiunto il ministro, “a partire dai volumi di produzione, su cui ci poniamo l’obiettivo di raggiungere almeno un milione di veicoli all’anno fabbricati nel nostro Paese. Perché il Sistema Italia lavora finalmente insieme nella giusta direzione, come abbiamo dimostrato sul fronte europeo. Anche grazie a questo, siamo stati in grado di cambiare prima il regolamento sui veicoli leggeri e poi di determinare quello decisivo di Euro 7, con una visione finalmente concreta, realistica, pragmatica, in cui è prevalsa la ragione sull’ideologia”.

“Siamo soddisfatti per questa firma, che impegna il MIMIT e l’industria a una collaborazione reciproca, a conferma della chiara volontà politica del Governo di affrontare al meglio questo momento cruciale per la nostra filiera”, ha commentato Roberto Vavassori. “Al tempo stesso, siamo consapevoli che questo piano di lavoro rappresenta solo l’inizio di un percorso complesso, che impegnerà fortemente le nostre imprese, le parti sociali, i territori e che vedrà un Comitato Tecnico nella funzione di attuazione e coordinamento delle previsioni del piano. Anfia è impegnata a realizzare uno studio che prevede, tra le altre cose, la mappatura delle competenze già oggi presenti in Italia su tutti gli aspetti e le tecnologie della mobilità veicolare, incluso lo sviluppo di vettori energetici decarbonizzati e gli ambiti della mobilità del futuro, come l’elettrificazione e la guida autonoma, per evidenziarne aree di eccellenza e gap di competitività”.

“La concorrenza globale è fortissima e i nostri competitor americani e asiatici si muovono velocemente, anche grazie a importanti sostegni pubblici agli investimenti”, ha concluso il presidente di Anfia. “L’Europa e l’Italia non devono essere da meno ed è quindi ora di accelerare in questa direzione, perché non possiamo più permetterci di perdere altro tempo prezioso”.

Gli impegni presi da Anfia e da MIMIT

Secondo i dati preliminari Anfia di settembre, il mercato francese era quello con la maggior quota di autovetture ricaricabili nei cinque principali mercati europei (29,3% del mercato), soprattutto grazie alla quota di BEV (Battery Electric Vehicle), seguita dal Regno Unito (23,4%)

Le principali aree d’intervento del protocollo d’intesa verranno declinate nei lavori del “Tavolo automotive”, che sarà il luogo di discussione e definizione degli strumenti e delle tempistiche degli interventi condivisi verso l’incremento della produzione nazionale di veicoli, il sostegno agli investimenti per la riconversione produttiva delle aziende della componentistica, il mantenimento e il rafforzamento dei centri di ricerca e innovazione in Italia degli OEM e dei componentisti.

Particolare attenzione verrà poi posta alla riqualificazione del personale e alla creazione di nuove figure professionali, alla tutela dei lavoratori a rischio, all’attrazione degli investimenti esteri anche attraverso l’operatività della ZES (Zona Economica Speciale) unica del Mezzogiorno di futura attivazione, all’adozione di politiche di supporto al mercato per la diffusione della mobilità elettrica e a idrogeno, al rinnovo del parco autovetture e veicoli commerciali e al rafforzamento dei rapporti di fornitura tra il costruttore e la filiera della componentistica.

Il protocollo prevede che Anfia si impegni a supportare Stellantis per la definizione, entro 90 giorni, di uno studio di analisi e mappatura della filiera che approfondirà i fattori che penalizzano la competitività delle aziende e l’ecosistema di ricerca e sviluppo in Italia rispetto agli altri paesi competitor, oltre a indirizzare lo sviluppo strategico delle tecnologie portanti per il consolidamento dei sottosettori, stabilendo gli orientamenti per l’attuazione della ristrutturazione e del consolidamento degli stessi. Il MIMIT si impegna invece a proseguire il negoziato con Stellantis per condividere in tempi brevi un piano di lavoro che dovrà definire le condizioni per incrementare gli attuali volumi produttivi degli stabilimenti in Italia, consolidare il posizionamento dei centri di ingegneria e di ricerca e sviluppo italiani nel gruppo, sviluppare un piano occupazionale e di politiche attive che tenga conto del rinnovato impegno del colosso dell’auto a rilanciare la produzione di veicoli nel nostro Paese, avviando un processo di consolidamento e riposizionamento della componentistica nazionale.


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