Resistenza strutturale e leggerezza hanno sostenuto l’ampia diffusione dell’alluminio e dei materiali compositi rinforzati con fibre di carbonio nel comparto degli articoli sportivi.

L’alto fabbisogno energetico richiesto da questi materiali e il riciclo tuttora difficile dei rinforzi in carbonio incoraggiano però anche l’impiego alternativo di fibre naturali e matrici biobased, sempre più convincenti in termini di resistenza meccanica e durata. Insieme ai centri di ricerca su fibre e tessuti del network tedesco Denkendorf (DITF), LEKI Lenhart ha sviluppato bastoncini da escursionismo utilizzando fibre di canapa lavorate in roving con tecnologia Kemafil, che le intreccia in una struttura simile alla corda.
Unite a una matrice costituita per il 42% da materiale vegetale (olio di lino) formulata da Biocomposites and More, che polimerizza in modo analogo a una resina epossidica sintetica, le fibre sono trasformate in profili tubolari e lavorate tramite pultrusione, creando così parti con superficie levigata che lasciano a vista la trama naturale.
La producibilità in serie a livello industriale è stata comprovata da un quarto partner: CG Tec. I laccioli sono stati realizzati con fibra naturale, le impugnature con un biopolimero, portando la quota di materiali rinnovabili dell’attrezzo oltre il 64%. La resistenza alla piegatura è comparabile alla resa dei bastoncini in alluminio e il biocomposito migliora l’ammortizzazione degli urti.
Scafo rinforzato con fibre di lino e di basalto
Il sistema epossidico biobased SR GreenPoxy 550 di Sicomin è ingegnerizzato per l’incollaggio e la laminazione di compositi rinforzati. Ottenuto parzialmente da risorse vegetali, il materiale è privo di sostanze nocive CMR (cancerogene, mutagene, reprotossiche). Il profilo di sicurezza si accompagna a viscosità e reattività ottimali per le laminazioni manuali, una tecnica che riduce gli scarti rispetto al processo per infusione, e la finitura delle parti soddisfa gli alti requisiti di aerodinamicità della nautica da competizione.

La resina debutta come impregnante per le fibre di lino e di basalto che rinforzano la struttura sandwich in legno di betulla per lo scafo di Greenscow Mini 6.50,riducendo le emissioni di anidride carbonica fino all’80% in fase di realizzazione, a parità di rigidità e integrità strutturale, rispetto a uno scafo realizzato interamente con fibre di carbonio.
Lo yacht per la navigazione in solitaria è progettato da Gildas Plessis e costruito dal cantiere bretone Kaori Concept. La soluzione sarà impiegata anche per modelli Classe 40, di dimensioni maggiori (40 piedi di lunghezza equivalgono a 12,19 metri, ndr) per competere in qualsiasi condizione meteorologica e, in prospettiva, per un’imbarcazione Imoca 60 con foil: yacht monoscafo lungo 18,28 m (60 piedi) pronto a veleggiare nell’edizione 2032 della regata Vendée Globe. Si tratta di un viaggio in solitaria con partenza e traguardo, dopo la circumnavigazione del globo, a Les Sables-d’Olonne, nella regione francese della Loira.
“La combinazione di questi materiali rappresenta un ottimo compromesso tra prestazioni, durata, riparabilità e impronta ambientale”, ha spiegato Flavien Gaulard, direttore di Kaori Concept. “Abbiamo messo alla prova il sistema biobased di Sicomin con diverse fibre e tecniche di laminazione, constatando prestazioni paragonabili alle resine tradizionali”.



