2020, anno record per Haitian

Dopo aver chiuso l’esercizio 2019 in calo (-9,6%), il produttore cinese di presse a iniezione Haitian ha registrato l’anno scorso, in piena emergenza pandemica, un nuovo record di fatturato: 11,8 miliardi di RMB (1,52 miliardi di euro), con oltre 43.000 macchine vendute. Risultato per alcuni versi atteso, considerando che, nel primo semestre 2020 – il più colpito dall’emergenza sanitaria – la società aveva sostanzialmente confermato i risultati dell’anno precedente.

Il costruttore asiatico ha senz’altro beneficiato della rapida risoluzione della pandemia in Cina, frutto di interventi governativi molto rigorosi (lockdown e controllo dei contagi), che hanno consentito di tornare a produrre a pieno regime, per soddisfare prima la domanda interna, poi quella internazionale, mettendo così a segno esportazioni per 3,5 miliardi di RMB (453 milioni di euro, +2,1% rispetto al 2019).

In dettaglio, le vendite della serie Mars, la più popolare, nel 2020 sono aumentate del +28,6%, raggiungendo complessivamente le 37.000 unità, per un giro d’affari di 8,2 miliardi di RMB (poco più di un miliardo di euro). Un risultato dovuto alla forte crescita della domanda di imballaggi e di articoli medicali in chiave anti-Covid, che ha obbligato le aziende del settore gomma-plastica a incrementare velocemente le capacità produttive. Aumenti delle consegne, anche se non così significativi, sono stati registrati anche dalle presse elettriche Zhafir (+6,8%) e dalle macchine a due piani Jupiter (+3,2%).

Le strategie future del gruppo cinese, inserite nel piano quinquennale elaborato all’inizio di quest’anno, si articolano su due pilastri: espansione sui mercati internazionali e incremento costante della penetrazione nel segmento delle presse, aggredendo la fascia alta del mercato attraverso lo sviluppo di soluzioni di stampaggio sempre più tecniche e perfezionando il contenuto digitale delle macchine.

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