Comau lancia il robot collaborativo AURA

In occasione di Automatica 2016, la fiera internazionale dedicata alla robotica e all’automazione (19-22 giugno, Monaco), Comau ha presentato alcune importanti novità: due nuovi Racer, la nuova famiglia di robot SCARA, e una preview sui propri robot collaborativi a elevato payload. «Anche se stiamo continuando a investire sulla robotica tradizionale, con l’obiettivo di ampliare la gamma dei robot di piccola taglia destinati prevalentemente ad applicazioni automotive, con un’offerta di soluzioni modulari e flessibili sviluppate da un leader italiano del settore, non dimentichiamo i robot di nuova generazione che possono coesistere con l’uomo nelle attività collaborative», spiega Maurizio Cremonini, Head of Marketing Comau.

Soluzioni tradizionali e antropomorfe
La società del Gruppo FCA alla manifestazione tedesca ha presentato due nuovi modelli di robot Racer: Racer5-0.63 e Racer5-0.80. Entrambi sono costruiti sulla piattaforma tecnologica di Racer3, offrendo così soluzioni che condividono i medesimi componenti e ricambi. Nel dettaglio, i due nuovi robot sono un’estensione delle capacità di Racer3 in termini di payload e reach. Racer5-0.63 è una macchina con reach di 630 millimetri e payload di 5 chili. Racer5-0.80, invece, ha un payload da 5 chili e una reach più estesa, per un totale di 809 millimetri.
L’ambizione di “pensare oltre le barriere” si concretizza anche nei cinque nuovi modelli di robot SCARA con la famiglia dei Rebel-S, che rappresenta l’ingresso di Comau in un nuovo segmento di mercato e l’intento di offrire ai clienti un’ampia gamma ampia di robot per le applicazioni di manipolazione e pick&place: «Possono essere montati a terra, a parete e a soffitto. Questa estrema flessibilità consente di realizzare dei layout di produzione in base alle esigenze applicative» puntualizza Cremonini. «Sono offerti con tre differenti reach (450, 600, 750 mm) grazie a un kit di trasformazione, composto da cavi e spacer, moduli che consentono al robot di estendere il proprio reach e di passare da un’area di lavoro all’altra».

L’offerta Comau comprende robot tradizionali, antropomorfi e collaborativi
L’offerta Comau comprende robot tradizionali, antropomorfi e collaborativi

I robot collaborativi
L’ultima novità introdotta da Comau riguarda la nuova generazione di robot collaborativi: AURA, Advanced Use Robotic Arm, consentirà la cooperazione tra i robot a payload elevato e l’uomo. «La nostra strategia è stata quella di sviluppare una piattaforma di soluzioni collaborative utili nel mondo industriale che necessiti di robot di grandi dimensioni, lavorando su sei livelli e sei tecnologie diverse per avere la più vasta gamma possibile di applicazioni e per garantire la massima sicurezza, attraverso l’impiego di numerosi sensori di distanza, di visione, di contatto, di forza e di torsione. Abbiamo utilizzato, prima in via sperimentale e ora sul prodotto finito, tutta questa serie di tecnologie per ottimizzare le prestazioni del robot e la collaborazione con l’uomo», continua Cremonini.

I robot Aura percepiscono la vicinanza e il contatto con una persona o qualsiasi altro componente del processo di automazione e modificano di conseguenza la loro traiettoria
I robot Aura percepiscono la vicinanza e il contatto con una persona o qualsiasi altro componente del processo di automazione e modificano di conseguenza la loro traiettoria

Sistema di visione integrato
I robot AURA sono caratterizzati da un rivestimento speciale, dotato di aree sensibili che possono percepire simultaneamente la vicinanza e il contatto con una persona o di qualsiasi altro componente del processo di automazione; sono inoltre dotati di un sistema di percezione di impulsi tattili e capaci di modificare la propria traiettoria a seguito di un contatto per un contatto e offre la manual guidance. Inoltre, gli AURA sono proposti con un sistema di visione integrato, che consente di prevedere i movimenti di una persona nel raggio di azione del robot, e sono potenziati dall’uso di laser scanner che controllano l’interazione dell’uomo con l’area di lavoro. L’impiego combinato di controlli, sistemi percettivi e predittivi permette al robot di cooperare con l’uomo in qualsiasi processo o settore. «In questo ambito stiamo investendo molto e prevediamo notevoli sviluppi. Nel primo semestre del prossimo anno, a partire dagli Stati Uniti, inizieremo la commercializzazione di un esoscheletro passivo per uso industriale che agevolerà l’operatore nelle mansioni faticose e ripetitive. Il futuro non è rimpiazzare l’uomo con le macchine ma permettere ai robot di collaborare con l’uomo in condizioni di assoluta sicurezza e di maggiore comfort, all’interno degli stabilimenti industriali», conclude Cremonini.