Quando la creatività diventa precisione

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Partnership strategiche, metodo di produzione rigoroso e vocazione alla creatività. Questa la filosofia di John Winzeler, imprenditore con passione

Quella di John Winzeler non è un’azienda comune. A renderla diversa dal convenzionale non è soltanto l’aspetto dello stabilimento, dove anche le macchine a iniezione diventano una forma d’arte, ma il modello di business del proprietario, da sempre improntato all’innovazione e alla creatività. Caratteristica, quest’ultima, che almeno in apparenza poco si coniuga con chi ha fatto della precisione degli ingranaggi in plastica la propria filosofia. Eppure, visitando lo stabilimento di Winzeler Gear (Chicago, USA), il pensiero creativo si percepisce, come un’entità impalpabile che pervade l’atmosfera creata dall’esposizione della Gear Art Collection e della Fashion Collection, realizzata in collaborazione con la “School of the Art Institute” di Chicago.

Nella Gallery sono esposti i lavori realizzati in collaborazione con la School of the Art Institute di Chicago
Nella Gallery sono esposti i lavori realizzati in collaborazione con la School of the Art Institute di Chicago

L’arte del business
Per John Winzeler l’arte, come il business, è una passione. «Il lavoro occupa gran parte della mia vita, e diventa quasi impossibile scindere queste due dimensioni – racconta –. È un principio che vale anche per i miei collaboratori, quindi ritengo sia importante riuscire a farli sentire parte attiva della mia squadra. Perché questo accada, da anni investo sulla loro formazione e nella creazione di un ambiente di lavoro stimolante, dove poter esprimere tutte le loro potenzialità. Non è il denaro a motivare le persone…».
Le risorse umane, dunque, sono per Winzeler un fattore strategico su cui puntare per essere vincenti in mercati competitivi come quello canadese e nordamericano, insidiati, più che dal prodotto cinese, dalle vicine realtà low-cost. «La nostra competitività si fonda sulla ricerca e sviluppo: un valore che nasce dalla conoscenza, che a sua volta si acquisisce attraverso la collaborazione con figure professionali con competenze a tuttotondo, come designer, ingegneri, progettisti, e con gli istituti di formazione, dalle high school alle università. Solo nutrendo le nostre idee con quelle di mondi diversi riusciamo a creare cultura, e la cultura è un valore che, come un brand, è trasferibile all’esterno, al mercato. La cultura è parte delle nostre scelte di business etiche, scelte che comprendono non solo i collaboratori “giusti”, ma anche i partner e i clienti “giusti”», puntualizza John Winzeler.
Ma chi sono gli interlocutori giusti? «Non è difficile trovare possibilità di business, è difficile trovare business di valore – spiega –. Appena è iniziata la recessione, ho cominciato a investire sulla conoscenza e ad applicarla al modo di produrre, creando qualità reale, così da accrescere ulteriormente la nostra reputazione sul mercato. Per raggiungere l’obiettivo ho puntato sui partner “giusti”, aziende che, come la mia, avessero radici culturali profonde e un’affidabilità solidissima. Realtà come Engel, DuPont, RJG o la Bradley University».

Particolare del reparto di stampaggio in Winzeler Gear
Particolare del reparto di stampaggio in Winzeler Gear

Ottimizzazione del processo di stampaggio
Per migliorare la qualità del processo produttivo, John Winzeler ha adottato i principi dello “stampaggio scientifico”, un approccio sistematico finalizzato a massimizzare la qualità e l’uniformità della produzione senza interventi soggettivi. La procedura prevede il monitoraggio della pressione della cavità dello stampo, mediante sensori di pressione, e di alcuni parametri della pressa e del polimero utilizzato, e quindi la loro rielaborazione in un modello scientifico mediante il sistema eDart di RJG, collegato alle macchine a iniezione Engel mediante un’apposita interfaccia. Tale sistema individua le condizioni ottimali di stampaggio, sulla base delle quali decide di scartare gli ingranaggi che potrebbero essere non conformi, che vengono estratti dalla linea di produzione da un robot. Tutto ciò avviene sulla base delle indicazioni che il sistema RJG scambia in continuo con la macchina a iniezione.

Il reparto di attrezzeria dedicato alla manutenzione degli stampi
Il reparto di attrezzeria dedicato alla manutenzione degli stampi

Il procedimento viene effettuato sugli stampi pilota impiegati in ogni nuovo progetto intrapreso dall’azienda. Se gli ingranaggi stampati con il processo prototipale soddisfano i test di dimensioni e durata, si può passare velocemente alla produzione di serie, utilizzando il modello di stampaggio sviluppato. In fase di produzione, eDart conferma ogni ciclo di processo prima che gli ingranaggi vengano convogliati al contenitore dei pezzi “zero difetti”. Il messaggio di conferma viene memorizzato su un server di produzione, che genera un rapporto di validazione completa per ciascun ciclo.
«Questo modo di operare ci permette di mantenere un controllo totale di tutti i processi di stampaggio a iniezione, e quindi di garantire un’elevata precisione degli ingranaggi – sottolinea Winzeler –. Utilizziamo polimeri a ritiro elevato, come la resina acetalica Delrin di DuPont o la poliammide, eppure le tolleranze dei nostri ingranaggi rimangono nei limiti di pochi millesimi. È un risultato che riusciamo a raggiungere anche grazie alle competenze dei nostri tecnici, formati e certificati da RJG per conseguire la massima familiarità con le tecniche di stampaggio, oltre a un approccio scientifico nello sviluppo e controllo di processo».

Gli ingranaggi vengono sottoposti a un severo controllo di qualità
Gli ingranaggi vengono sottoposti a un severo controllo di qualità

Massima flessibilità nel design
L’intera produzione di ingranaggi viene effettuata su 39 macchine a iniezione orizzontali Engel, la metà delle quali in versione senza colonne. «L’assenza delle colonne rende più facile l’accesso ai robot e offre maggiori possibilità di integrazione delle periferiche, assicurandoci la massima flessibilità nel design dei dispositivi di automazione» puntualizza Winzeler.
Per l’automazione dei propri sistemi, l’azienda si avvale di una combinazione di robot lineari e a sei assi, oltre a una soluzione automatizzata per il carico e la movimentazione dei contenitori dei pezzi con un sistema di tracciabilità mediante codice a barre. L’obiettivo dell’automazione consiste nel garantire la massima uniformità della produzione, eliminando l’intervento umano. L’impianto di stampaggio altamente automatizzato garantisce una qualità costante per i 150 milioni di ingranaggi attualmente prodotti ogni anno.
Recentemente, l’imprenditore ha potenziato lo stabilimento con l’acquisto di cinque macchine ibride Engel e-victory, provviste di unità di iniezione servoelettrica ad alta precisione. Queste macchine, ai vantaggi del design senza colonne, uniscono quelli dell’iniezione elettrica: precisione ed efficienza energetica con consumi simili a una macchina completamente elettrica. Insomma, il meglio di due tecnologie lo stampaggio.

Nella sede di Winzeler Gear, tutto si basa su pensiero creativo, qualità, precisione e alte prestazioni, persino la verniciatura delle nuove macchine Engel
Nella sede di Winzeler Gear, tutto si basa su pensiero creativo, qualità, precisione e alte prestazioni, persino la verniciatura delle nuove macchine Engel

Cambio stampi rapido
Il miglioramento dell’efficienza di produzione è stato raggiunto anche attraverso l’ottimizzazione del sistema di cambio stampi rapido di Engel – impiegato su tutte le macchine dell’azienda – grazie alla realizzazione di un meccanismo per il trasferimento e lo stoccaggio degli stampi. «Il nostro team di ingegneri ha progettato un sistema che comprende un carrello per il trasporto degli stampi e svariati magazzini intermedi, situati accanto alle isole di produzione. Ogni magazzino intermedio (o scaffale) contiene circa 10 stampi, che vengono così conservati comodamente in prossimità della macchina su cui vengono utilizzati, anziché in un grande deposito centrale. Questo si traduce in un cambio stampi ancora più rapido e in una maggiore efficienza».
In pratica la quadratura del cerchio, in un modello imprenditoriale tanto ispirato.

Il potere della partnership
Per John Winzeler le collaborazioni strategiche rivestono un’importanza cruciale, e il progetto Gitzmo – seppur datato – rappresenta un bell’esempio di come l’imprenditore operi a stretto contatto con partner selezionati. Artefice del progetto è lo stesso Winzeler che, anni dopo aver implementato i principi dello stampaggio scientifico di RJG, ritiene che il passo logico sia l’integrazione del sistema, mediante connessione plug and play, sulle sue macchine a iniezione Engel. Il presidente di Engel Nord America, e Rod Groleau, presidente di RJG, sono della stessa idea, e siglano un accordo di collaborazione con l’obiettivo di presentare all’NPE dell’anno successivo un progetto dimostrativo – appunto Gitzmo – dell’innovativa tecnologia di stampaggio.
Gitzmo è un sistema costituito da tre ingranaggi di dimensioni e forme diverse (quadrata, ellittica e triangolare) in Delrin di DuPont, stampati a iniezione in un unico ciclo e assemblati da un robot a lato pressa, una Engel elettrica da 60 tonnellate equipaggiata con sistema di controllo CC200. L’automazione della procedura di assemblaggio, particolarmente critica in virtù della forma non circolare degli ingranaggi, è stata sviluppata da Engel Canada in collaborazione con Kuka Robot. Tra gli altri partner del progetto, il costruttore di stampi Electroform e Mold Master per la fornitura del canale caldo.

 

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