Finanziamenti a fondo perduto: ecco i bandi

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Per far ripartire l’industria servono misure economiche e finanziarie. Elementi che si devono necessariamente intersecare con misure strutturali ed europee. Nell’attesa, non resta che trovare alternative e cogliere le opportunità del mercato. Magari anche sotto forma di agevolazioni e bandi di finanziamento.
Ne parliamo con Roberto Lenzi (leggi l’intervista pubblicata su Plastix di giugno), socio fondatore dello Studio RM, consulente nel campo dell’organizzazione aziendale e nella finanza agevolata

Roberto Lenzi
Roberto Lenzi

Può delineare un quadro dei finanziamenti attivi e in prossima uscita?
Tra i più interessanti ci sono senza dubbio il contributo fino al 25% su investimenti in macchinari e attrezzature, i contributi dal 50 all’80% per ricerca e sviluppo, le garanzie e i finanziamenti agevolati per ottenere liquidità, i contributi fino all’80% per consulenze e finanziamenti. Nello specifico, possiamo riassumerli (l’approfondimento è disponibile a ogni link):
Credito di imposta fino al 50% per investimenti in R&S;
Liquidità: copertura fino all’80%;
Investimenti: incentivi fino al 25% di contributo;
Finanziamenti per l’internazionalizzazione;
Consulenze: contributi a fondo perduto fino all’80%;
Assunzioni: credito di imposta e deduzione IRAP;
Ristrutturazioni edilizie: detrazioni fiscali fino al 65%.

Che opportunità ci sono per le imprese operanti nel comparto plastico?
Possono beneficiare di un’ampia gamma di aiuti pubblici, generalmente destinati a imprese industriali o artigianali. In misura minore è possibile accedere ad agevolazioni anche da parte di imprese che svolgono esclusivamente attività commerciale. Il comparto plastico può beneficiare degli aiuti comunitari diretti, come ad esempio il programma Horizon 2020, così come di tutti i bandi nazionali, regionali e locali. Le imprese operanti nel comparto plastico rientrano in un settore che normalmente fa ricerca e sviluppo, e può beneficiare quindi delle sempre più interessanti agevolazioni dedicate a questo filone. Per non citare solo Horizon 2020, il Ministero, per esempio, concederà un contributo del 50% sul credito di imposta alle imprese che investono in ricerca e sviluppo.

Sono molte le aziende che beneficiano di queste agevolazioni?
Nonostante questo gran numero di opportunità, il numero delle aziende che beneficia sistematicamente delle agevolazioni pubbliche è ridotto. Spesso le imprese entrano in contatto con la finanza agevolata casualmente, magari per una richiesta di agevolazione singola, alcune, invece, non beneficiano di agevolazioni perché non conoscono questo mondo o sono diffidenti.
Uno studio del Ministero dello Sviluppo Economico di qualche tempo fa si è posto l’obiettivo di effettuare una comparazione tra aziende che avevano beneficiato di un particolare incentivo e aziende che non ne avevano beneficiato; la ricerca ha permesso di verificare che le imprese incentivate avevano più del doppio delle probabilità di sopravvivere nel lungo periodo rispetto a quelle che avevano fatto esclusivo affidamento su mezzi propri o comunque non agevolati. Questo significa che accedere sistematicamente alle opportunità della finanza agevolata aumenta le probabilità di successo dell’azienda.

A chi sono destinati i finanziamenti?
Tutti i soggetti, profit e no profit, possono beneficiare delle agevolazioni pubbliche. La quota maggiore dei fondi va a beneficio delle piccole e medie imprese e degli enti locali. Anche le grandi imprese possono però ottenere interessanti agevolazioni, considerando le diverse dimensioni degli investimenti. È possibile dire che per ciascun soggetto c’è almeno un’opportunità da cogliere.

Che consigli darebbe alle imprese?
Di avvalersi sistematicamente della finanza agevolata, in maniera opportuna, è più che un consiglio: lo definirei una necessità, soprattutto in tempi in cui un’ottimizzazione della gestione impone di cogliere tutte le opportunità che il mondo economico offre. Quindi, consultare regolarmente GUCE, Gazzetta Ufficiale Italiana, bollettini regionali, CCIAA et similia. O, laddove possibile, affidarsi a professionisti che lo facciano regolarmente.
Tutto questo, non solo per raddoppiare le probabilità di successo, come emerge per le aziende studiate dal Ministero, ma anche perché non esiste un motivo per il quale un’azienda non debba cogliere queste opportunità, vantaggi che in molti casi fanno la differenza fra un bilancio positivo e un bilancio negativo, a fine anno.

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