Venus II di Zhafir: compatta, performante e all-electric

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venusIIIl gruppo cinese Haitian rende disponibile una nuova linea di macchine a iniezione progettate per soddisfare elevati requisiti prestazionali, qualitativi e energetici con un investimento competitivo

Come anticipato in occasione della presentazione della nuova Mars II, nel secondo semestre dell’anno avremmo assistito alla presentazione delle Venus II, le nuove presse elettriche sviluppate da Haitian. La promessa è stata mantenuta e la nuova gamma di macchine è oggi disponibile anche in Italia grazie a Img di Capriano del Colle (BS), azienda che per il gruppo cinese cura sia la rappresentanza, sia l’assistenza post-vendita. Stiamo parlando di una nuova generazione di presse nate dopo un’accurata rivisitazione della serie precedente, al fine di soddisfare ancora meglio le esigenze del mercato, non solo in termini prestazionali. Per raggiungere questo obiettivo i progettisti cinesi di Haitian, in sinergia coi tecnici della loro filiale tedesca Zhafir, hanno così puntato il loro operato e la loro attenzione non solo all’innovazione tecnologica, ma anche verso una ricerca e un design capaci di coniugare componentistica performante con un investimento finale contenuto e molto competitivo. Dopo quasi 3.000 macchine della prima serie vendute dalla loro introduzione nel mercato (avvenuta nel 2007), e con numeri ancora in crescendo di anno in anno, la nuova versione non poteva dunque presentarsi priva di importanti novità per mantenere, se non anche incrementare, questo positivo trend.

Prestazioni ed efficienza
I nuovi modelli si presentano con un gruppo di iniezione ottimizzato, un’accelerazione incrementata del 20% e, come diretta conseguenza, tempi di ciclo più contenuti, grazie anche alla revisione della chiusura a ginocchiera. In particolare, la gamma consta di esecuzioni con forza di chiusura non più compresi tra le 40 a le 400 tonnellate (gamma prevista fino a oggi con la prima generazione di macchine), ma che raggiungono le 550 tonnellate. Una linea che, al completo, conta 11 diversi modelli (da 40, 60, 90, 120, 150, 190, 230, 300, 360, 450 e 550 tonnellate), chiamati a soddisfare qualunque tipo di esigenza.

Il nuovo e più compatto design del gruppo di iniezione ha consentito di apportare maggiore stabilità e dinamica alla fase di iniezione
Il nuovo e più compatto design del gruppo di iniezione ha consentito di apportare maggiore stabilità e dinamica alla fase di iniezione

«Il lavoro svolto in fase di re-design – precisa Davide Bonfadini, direttore commerciale di Img – ha avuto quale preciso obiettivo da parte dei progettisti di Haitian quello di sviluppare precise specifiche di flessibilità, di solidità e capacità produttiva rispondenti alle esigenze tecniche del mercato europeo. Ciò ha portato a importanti ottimizzazioni che riguardano, per esempio, i gruppi di iniezione, che oggi nei diversi modelli possono supportare l’alloggiamento di gruppi sia più piccoli sia più grandi rispetto alla prima generazione di macchine».
Provviste di unità di iniezione sino a un massimo di otto per ogni forza di chiusura, queste macchine sono poi dotate di motori appositamente progettati e sviluppati per questa serie. Esecuzioni capaci di offrire elevati livelli di accelerazione, alta efficienza (dunque elevato risparmio energetico), unitamente a tempi di reazione molto rapidi e, se necessario, ulteriormente ottimizzabili coi loro inverter.

L’unità di chiusura della VE2300 II è stata riprogettata per assicurare una corsa piano mobile di 550 mm; il nuovo designo del biellismo della ginocchiera a 5 punti porta a una curva di velocità ottimizzata e a ridotti tempi di ciclo a vuoto
L’unità di chiusura della VE2300 II è stata riprogettata per assicurare una corsa piano mobile di 550 mm; il nuovo designo del biellismo della ginocchiera a 5 punti porta a una curva di velocità ottimizzata e a ridotti tempi di ciclo a vuoto

Velocità e alti rendimenti
Peculiarità, quelle appena citate, che si accompagnano anche alla maggiore velocità operativa, la quale su queste presse non scende mai sotto i 160 mm/s, e che per il modello VE2300 II raggiunge i 300 mm/s (con Euromap 430h). Nell’esecuzione standard, il risultato si traduce in ogni caso in un incremento delle prestazioni di iniezione a 200 mm/s (con gruppo di iniezione sino a Euromap 430) e 160 mm/s nei modelli maggiori con gruppi iniezione sino a Euromap 3350. «Il più elevato rendimento dell’unità di iniezione e la massima velocità – continua lo stesso Bonfadini – appartiene alla versione packaging della serie Venus II, con forze di chiusura da 150 a 380 tonnellate, con velocità che possono raggiungere i 350 mm/s».
A questo proposito la stessa Haitian ha dichiarato di aver già sviluppato prototipi e positivamente testato presse (sempre serie Venus II), in grado di raggiungere velocità di 500 mm/s. Anche le distanze tra le colonne sono state notevolmente aumentate e adattate per soddisfare gli standard internazionali e permettere l’uso di stampi di maggiori dimensioni, soprattutto per le macchine con forza di chiusura da 230 tonnellate in poi. «Nel caso della VE2300 II – aggiunge Bonfadini – la distanza si attesta a 620 x 620 mm. L’altezza stampo è invece compresa, per questo modello, tra 220 e 600 mm, con la massima apertura che può raggiungere 1.150 mm».

L’encoder di regolazione dell’altezza dello stampo riduce i tempi di installazione durante il cambio stampo
L’encoder di regolazione dell’altezza dello stampo riduce i tempi di installazione durante il cambio stampo

L’unità di controllo
Sempre a riguardo del gruppo di iniezione, il nuovo design ha portato a una maggiore compattezza, quindi più stabilità, in abbinamento a una maggiore dinamica. L’unità di iniezione traslabile consente poi la rapida sostituzione della vite e facilita l’accesso per la manutenzione. «All’efficienza operativa e al risparmio energetico – precisa Bonfadini – concorrono tutti i componenti “chiave” di queste nuove presse, tra cui anche il sistema lubrificazione centralizzato che funziona con un lubrificante a bassa viscosità, portando un risparmio interessante e quantificato circa a un 20%». Prestazioni e capacità operative che per le Venus II sono governate, regolate e gestite da una nuova generazione di controlli Sigmatek. Unità di controllo che include nuove sequenze di estrazione, una funzione di protezione-stampo a doppio stadio nella versione standard, accesso tramite carta Rfid e un facile e immediato puntatore touchpad.

Il mercato: esportazione e investimenti mirati
bonfadini«Ricerca di tecnologia innovativa, bassi costi operativi e investimenti mirati. Sono questi i punti su cui il potenziale cliente riflette oggi prima di acquisire una nuova macchina per l’iniezione della plastica». È questa la posizione espressa da Davide Bonfadini nei confronti di un mercato italiano ancora sofferente, ma che cerca di guardare al futuro con la consapevolezza di poter contare di un ampio ventaglio di proposte in grado di soddisfare le più diverse esigenze. Una risposta, questa, data anche da Haitian, con la presentazione al mercato della seconda generazione di macchine: dopo la Mars II, è ora il turno della Jupiter II e della Venus II. Il gruppo cinese se da una parte registra ancora un precario mercato domestico, dall’altra rileva così una percentuale di esportazione analoga a quella registrata nel 2011. “Nonostante il difficile contesto di mercato – si legge nella relazione annuale con esercizio chiuso alla fine del 2012 – Haitian International si pone in pole position tra i produttori di macchine per lo stampaggio a iniezione con 22.000 unità vendute nel 2012”. La riduzione del numero di unità vendute rispetto al 2011 è il risultato di un incremento di macchine di grandi dimensioni, insieme alla vendita di soluzioni completamente elettriche e ad alte prestazioni nel 2012. Con circa 73.000 unità totali vendute (quota interna del 75%), è ancora la serie Mars a fare la parte del leone nel gruppo cinese. Ma la serie all-electric Zhafir Venus ha raggiunto una crescita di oltre il 14%, con 800 macchine vendute. La nuova generazione di presse a due piani serie Jupiter ha invece convinto soprattutto nelle forze di chiusura più grandi, da 1.200 tonnellate in su (+11% nelle vendite). «Incrementi percentuali a due cifre – conclude Bonfadini – che mi auguro possano registrarsi anche in Italia, a testimoniare concretamente una ripresa per tutto il settore, e non solo».

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