Divieto, ma senza le multe

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Non c’è pace per i cari, vecchi sacchetti per la spesa in polietilene, messi definitivamente al bando all’inizio dell’anno scorso, pur all’interno di un quadro normativo che resta confuso e incerto; oltre tutto, sotto la spada di Damocle della Commissione europea, che deve ancora esprimersi sulla legittimità di una norma potenzialmente in contrasto con il principio di libertà di circolazione degli imballaggi all’interno dei Paesi membri.

Il divieto, infatti, è già in vigore da oltre un anno e riguarda tutti i sacchetti usa-e-getta non biodegradabili e compostabili secondo la norma UNI EN 13432, mentre quelli riutilizzabili, purché di opportuno spessore, devono contenere una quota minima di materiale riciclato. Se la legge è chiara, per quanto controversa, non sono entrate però in vigore le multe: i termini di applicazione sono stati prima fissati al 1 gennaio 2014 dalla legge 28/2012 (“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, recante misure straordinarie e urgenti in materia ambientale”), poi anticipati con il Decreto Sviluppo Bis al 1 gennaio 2013 e, quindi, spostati in avanti a data da definirsi con la conversione in legge del medesimo decreto, votato con fiducia prima al Senato e poi alla Camera, pochi giorni prima delle dimissioni del Governo Monti.

Per le multe non c’è un termine

Nel testo emendato al Senato è stata modificata la stesura originaria del decreto legge, che all’articolo 34, comma 19 anticipava al 1 gennaio 2013 le sanzioni alla commercializzazione di sacchetti per la spesa non biodegradabili e compostabili. Nella conversione in legge, il comma 19 è stato sostituito con il nuovo comma 30, che recita testualmente: “All’articolo 2, comma 4, del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 28, le parole: «A decorrere dal 31 dicembre 2013» sono sostituite dalle seguenti: «A decorrere dal sessantesimo giorno dall’emanazione dei decreti di natura non regolamentare di cui al comma 2»”.

In sostanza, il divieto alla commercializzazione non viene toccato, ma le multe potranno essere inflitte ai trasgressori trascorsi due mesi dall’approvazione di un nuovo decreto di natura non regolamentare: “adottato dai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico, sentite le competenti Commissioni parlamentari, notificato secondo il diritto dell’Unione europea, da adottare entro il 31 dicembre 2012, nel rispetto della gerarchia delle azioni da adottare per il trattamento dei rifiuti, prevista dall’articolo 179 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152”. Decreto nel quale, si legge nel testo: “possono essere individuate le eventuali ulteriori caratteristiche tecniche ai fini della loro commercializzazione anche prevedendo forme di promozione della riconversione degli impianti esistenti, nonché, in ogni caso, le modalità di informazione ai consumatori, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.

La decisione ha riacceso una polemica che si era appena sopita tra i produttori di bioplastiche compostabili, rappresentati da Assobioplastiche, e i fornitori di additivi oxo-biodegradabili, riuniti in AssoEcoPlast. I primi ricordano che la legge è in vigore e deve in ogni caso essere rispettata, mentre i secondi ritengono un’importante vittoria aver legato l’entrata in vigore delle sanzioni all’emanazione dei nuovi decreti, per i quali chiedono l’istituzione di un tavolo tecnico presso il Ministero dello Sviluppo Economico con la partecipazione di tutte le parti sociali. In termini calcistici si tratta del classico: “uno pari, palla al centro”.

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