La tecnologia LDM si apre ai termoindurenti

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Nel suo laboratorio +LAB la professoressa Marinella Levi, Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “G. Natta” del Politecnico di Milano, sta mettendo a frutto l’esperienza acquista in tanti anni di ricerca applicata alle materie plastiche trasferendola sulle tecnologie di stampa 3D. Per esempio, in occasione di MakerFaire Rome 2014 +LAB ha presentato l’avanzamento della ricerca riguardo la possibilità di stampare in 3D materiali liquidi a viscosità variabile secondo la tecnologia di Liquid Deposition Modeling (LDM), che consiste nell’estrusione a freddo tramite un sistema a siringa azionato da una coppia di ingranaggi con riduzione 5:1.

Il sistema è costituito da un motore stepper che, tramite una coppia di ruote dentate, mette in rotazione una barra filettata M8 che spinge tramite uno specifico componente lo stantuffo della siringa precedentemente caricata con il materiale desiderato. La possibilità di depositare materiali liquidi a viscosità diverse apre scenari interessanti all’interno del panorama opensource, perché permette di sperimentare materiali liquidi di diversa natura, tra cui argille, siliconi, paste polimeriche e resine termoindurenti.

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Il sistema progettato è stato rilasciato in logica open source sull’account Thingiverse del laboratorio: tutti i pezzi dell’assieme, a eccezione del motore, della siringa e delle viti di assemblaggio, sono stampabili in 3D in FDM e adattabili alla propria macchina semplicemente disegnando una staffa di aggancio idonea.

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