La shelf life migliora se il packaging è termosaldato

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Il prolungamento della shelf life e la corretta conservazione delle fragole passano per l’utilizzo di ambienti refrigerati, ma non solo. Anche la chiusura del packaging svolge una funzione fondamentale, e la cestella termosaldata è più efficace di quella con coperchio nella riduzione della perdita di peso giornaliera.

Sono questi i risultati emersi dalla ricerca promossa da ILIP, tra le principali aziende europee nella produzione di packaging plastico termoformato per alimenti, e condotta del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Bologna con la collaborazione dell’azienda sperimentale Martorano 5 di Cesena. L’analisi, condotta su un campione di fragole rifiorenti Monterey, ha valutato l’effetto sulla shelf life e sulla qualità dei frutti di tre fattori: tipologia di imballaggio, pad e temperatura di conservazione.

Le tre tipologie di imballaggio prese in esame sono le cestelle in r-PET ILIP B22PET58 con e senza coperchio e ILIP B40PET85 termosaldata con top film in PET non perforato. Una volta confezionate nelle tre tipologie di packaging, le fragole, dopo due giorni in cella frigorifera, sono state suddivise in due gruppi conservati rispettivamente in ambienti refrigerati per 7 giorni a 4° C (più 2 giorni a 23° C) e a temperatura ambiente (23° C) per 2 giorni.

Le prestazioni dei tre tipi di imballaggi sono state valutate in base alla riduzione del peso del contenuto

Sia prima sia dopo l’imballaggio e il periodo di conservazione, sono state effettuate misurazioni su consistenza della polpa, gradazione brix, acidità del succo, colore e riduzione di peso. Dai risultati è emerso che sia la refrigerazione, sia il tipo di confezionamento della cestella sono fondamentali per la mantenere più a lungo la qualità dei frutti, contenere la disidratazione e ridurre l’incidenza di marciumi.

Tra i sistemi di confezionamento, la cestella termosaldata è risultata più efficace di quella con coperchio per mantenere il peso originale, con una perdita di 1,4 grammi al giorno contro i 3,6 grammi della variante coperchiata, nelle prove con refrigerazione e pad assorbente. La termosaldatura ha avuto performance leggermente migliori anche nella riduzione di fragole molli o ammaccate. La ricerca ha messo a confronto anche il pad bubble e quello assorbente, senza riscontrare differenze significative probabilmente poiché, per la durata della sperimentazione, le cestelle hanno subito scarse sollecitazioni meccaniche.

“Questa ricerca prosegue la collaborazione con l’Università di Bologna, che ha già dato l’anno scorso informazioni molto utili sulla conservazione dell’uva – ha spiegato Roberto Zanichelli, marketing manager di ILIP –. Si tratta di un ulteriore contributo concreto da parte di ILIP verso una maggiore consapevolezza della interazione fra imballaggio e prodotto confezionato finalizzato anche alla riduzione dello spreco alimentare, un problema che comporta un elevato impatto ambientale e in cui il packaging svolge un ruolo fondamentale”.

Nell’ambito di questo impegno, ILIP ha aderito a Save Food, l’iniziativa patrocinata dalla FAO con Interpack e Messe Düsseldorf per ridurre lo spreco alimentare.

È possibile ricevere il report dettagliato della ricerca compilando il modulo sottostante.

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