Il filo metallico diventa “eco” grazie alla poliammide

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Elaborare un processo innovativo e di minore impatto sull’ambiente, per la produzione di fili di acciaio estrusi utilizzati per la realizzazione di strutture protettive e di contenimento in rete metallica. È questo l’obiettivo di LIFE-Inno.Pro.Wire, progetto nato dalla partnership tra il Gruppo industriale Maccaferri (con Officine Maccaferri SpA e SAMP SpA) e RadiciGroup (con Radici Novacips SpA).

L’aspetto di innovazione sostenibile del progetto è legato all’utilizzo di poliammide 6 (tecnopolimeri su base PA6) come valida alternativa al PVC per il rivestimento di tali fili di acciaio. In aggiunta alla tradizionale PA6 si sperimenterà inoltre l’utilizzo di tecnopolimeri su base PA6.10, realizzati mediante l’utilizzo di un polimero bio prodotto a part ire da acido sebacico (in una percentuale pari al 64%). Il tradizionale processo produttivo di fili di acciaio estrusi, che prevede che il filo di acciaio venga protetto da una copertura zincata di elevato spessore e successivamente rivestito in PVC, è infatti estremamente energivoro. Da qui l’idea di Officine Maccaferri – leader mondiale nella ricerca, progettazione e realizzazione di soluzioni avanzate legate al mercato dell’ingegneria ambientale civile – di un nuovo processo produttivo che permetta di realizzare fili di acciaio minimizzando la fase di zincatura. La poliammide 6 gioca un ruolo centrale in questo progetto. Rispetto al PVC, la PA6 garantisce infatti migliori prestazioni sia tecniche che ecologiche.

b76615e3-1d0a-4f61-a984-b85365633b27«I benefici che ci attendiamo da questo nostro progetto» ha sottolineato l’R&D Corporate Manager di Officine Maccaferri Claudio Colibri durante la presentazione del progetto il 29 ottobre a Bologna «sono molteplici. Dallo sviluppo di una metodologia replicabile per la produzione eco-sostenibile dei fili d’acciaio rivestiti in materiale polimerico, compresi nuovi materiali e nuovi processi, all’implementazione di una linea “demo” di produzione per dimostrare il risparmio di materiale ed energia, documentando il rendimento del processo e le prestazioni del prodotto. Ma non solo. Ci aspettiamo di contribuire all’applicazione della metodologia sperimentale PEF per la valutazione ambientale di processi e di prodotti, sviluppare contributi per la diffusione della tecnologia e per l’uso della variabile ambientale negli appalti pubblici per costruzione e manutenzione di strade e non da ultimo, aumentare con un’efficace strategia di comunicazione, la consapevolezza dei vantaggi derivanti dall’adozione di percorsi di sostenibilità ambientale della produzione industriale».

«L’utilizzo della poliammide per il rivestimento di fili d’acciaio estrusi rappresenta un’alternativa a minor impatto ambientale», ha commentato invece Erico Spini, Marketing&Application Development Director dell’area Plastics di RadiciGroup. «Le eccellenti caratteristiche tecniche di questo materiale ci hanno consentito di porci, nell’ambito della sfida LIFE-Inno.Pro.Wire, obiettivi come per esempio una riduzione pari al 20% dello spessore della copertura del filo e un incremento del 30-50% della durata di vita del manufatto finale, il gabbione metallico. Tra i vantaggi dati dall’utilizzo della poliammide ci sono la riduzione del peso del filo a parità di spessore della copertura, meno 20%, e una migliore resistenza ai danneggiamenti meccanici durante l’installazione e l’uso dei gabbioni».

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