Dopo Germania e Spagna, Epsan arriva in Italia

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Entrare con ambizione nel secondo mercato europeo del settore plastico, replicando il modello inaugurato prima in Germania e successivamente, per motivi di forte legame con il settore automotive tedesco, anche in Spagna. Con queste premesse il compounder turco Epsan ha pianificato l’apertura della sua struttura commerciale in Italia, forte di una solida collaborazione avviata in Turchia con FCA che, presente nel Paese grazie al marchio Tofaş, è diventato il primo produttore locale di vetture grazie a investimenti importanti che hanno permesso allo stabilimento con sede a Bursa, in Anatolia, di diventare un punto di riferimento anche a livello di ricerca e sviluppo.

Gli obiettivi di Epsan in Italia

«L’arrivo in Italia rappresenta per noi una sorta di chiusura del cerchio, dopo che in questi anni abbiamo lavorato a livello locale fornendo sia FCA, sia importanti aziende tier one che fanno riferimento a Tofaş», spiega Davide Meli, Market Development Manager Italy di Epsan. «La nostra strategia di ingresso nel mercato italiano è tesa alla creazione di una struttura non solo commerciale, ma anche tecnica e logistica, nella consapevolezza che il servizio al cliente in Italia deve essere rapido e puntuale per avere successo. Tenendo conto che il settore automobilistico richiede ad aziende come la nostra un grande impegno in termini di capacità di ricerca e sviluppo dei prodotti, diventa ancora più evidente che per affermarsi in Europa e stabilire rapporti proficui con i grandi costruttori è fondamentale una presenza diretta, che presuppone non solo la conoscenza del cliente, ma la garanzia di un servizio continuo ed efficiente».

Il piano quinquennale di Epsan Italia

Il cronoprogramma “tricolore” di Epsan è stato strutturato con una prima strategia quinquennale, che presuppone il raggiungimento di volumi di vendita importanti, in modo da permettere all’azienda di radicarsi, anche attraverso la realizzazione di una nuova sede. Il primo obiettivo da centrare è garantirsi quote di vendita simili a quelle già realizzate sul mercato tedesco, nel minor tempo possibile e comunque durante i primi cinque anni.
«Il settore del compounding italiano, soprattutto se si guarda alle aziende che abitualmente lavorano a contatto con l’industria automobilistica, è profondamente cambiato a partire dalla crisi del 2008 e tuttora sta subendo un’evoluzione strutturale», prosegue Meli. «Ci sono aziende storiche e radicate, interessate da importanti cambiamenti societari, dovuti soprattutto a politiche di acquisizione aggressive da parte di grandi gruppi stranieri. Siamo pertanto consapevoli di doverci rapportare a una situazione complessa ma fluida, consci di poterci ritagliare uno spazio puntando su prodotti di qualità e un servizio attento soprattutto allo sviluppo delle formule, ma anche su un supporto commerciale e tecnico diretto e puntuale, come anche sulla rapidità nelle consegne, che saremo in grado di garantire potendo contare sulla forza di una capacità produttiva ancora inespressa. Per questo, stiamo organizzando una migliore copertura della rete distributiva, attraverso accordi con aziende specializzate che ci possano garantire un’adeguata presenza su tutto il territorio nazionale, in attesa di creare una nostra struttura. Il tutto tenendo presente un ulteriore valore aggiunto che rappresenta il nostro biglietto da visita più importante, quello di un’azienda straniera giovane e dinamica che si propone al mercato italiano con un prodotto innanzitutto tecnicamente valido», conclude Meli.

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