Bioplastiche e riciclo: connubio possibile?

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Conai ha presentato alla European Bioplastics Conference di Berlino uno studio condotto per verificare la compatibilità dei polimeri biodegradabili nei circuiti di riciclo degli imballaggi in plastica, in reali condizioni di trattamento rifiuti. La ricerca, presentata all’ultima edizione della European Bioplastics Conference di Berlino, ha coinvolto produttori di materie biodegradabili (BASF, NatureWorks e Novamont), utilizzatori (Barilla e Coop), i consorzi CIC e Corepla, nonché le principali associazioni di categoria: Assobioplastiche e Federazione Gomma Plastica.

Sotto esame imballaggi rigidi e flessibili – tra cui film, vaschette, bottiglie e shopper –, nonché bicchieri, piatti e stoviglie monouso ottenuti con plastiche biodegradabili, da sole o in miscela fra loro.

I risultati dei test mostrano che gli imballaggi in bioplastica possono essere avviati a compostaggio, ai sensi della UNI EN 14432, almeno fino a concentrazioni del 5% della massa totale. Se avviati a riciclo meccanico, invece, la quota massima di bioplastiche compostabili sostenibile dal sistema è pari a circa il 10% del volume complessivo di imballaggi in plastica trattati.

Conai ha inoltre condotto un’analisi del ciclo di vita (LCA), che conferma il riciclo meccanico come soluzione a minor impatto ambientale per il recupero degli imballaggi, anche di quelli ottenuti da polimeri biodegradabili.

Secondo i ricercatori, la raccolta differenziata potrebbe essere agevolata applicando un simbolo unificato sugli imballaggi biodegradabili, che aiuterebbe i consumatori a collocare gli imballaggi nel giusto contenitore per la raccolta differenziata. Lo stesso simbolo, se opportunamente strutturato, potrebbe essere utile per la separazione automatica negli impianti di selezione.

La ricerca completa, in italiano e in inglese, con gli allegati tecnici può essere scaricata dal sito Conai.

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