Assobioplastiche commenta i controvertibili risultati di una LCA relativa a stoviglie per usi alimentare

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Riportiamo testualmente un comunicato diffuso oggi da Assobioplastiche

Assobioplastiche esprime sorpresa e preoccupazione per la reiterata diffusione dei controvertibili risultati di una LCA (“Life Cycle Assessment”) relativa a stoviglie per usi alimentari presentata nel 2013 al Convegno “Second Life. La doppia vita delle stoviglie in plastica”, promosso dal Gruppo Produttori Stoviglie Monouso in Plastica di Unionplast.

La valutazione, a firma Andrea Dorigato e Flavio Deflorian (Dipartimento di Ingegneria Industriale, Università di Trento), suggerisce che l’impiego di stoviglie monouso in plastica biodegradabile e compostabile (i.e. PLA) sarebbe peggiorativo rispetto all’uso di stoviglie in plastica tradizionale.

Orbene, è noto che gli studi di LCA (i quali permettono di determinare gli impatti ambientali dei prodotti e dei processi, anche fornendo indicazioni per misure di mitigazione) possono anche essere utilizzati per raffrontare le prestazioni ambientali di prodotti differenti. Dunque, stanti i delicati aspetti di competizione commerciale insiti in tali studi, e per evitare di mettere in circolazione notizie non verificate, gli standard internazionali in materia di LCA esigono che, prima della pubblicazione, lo studio comparativo debba essere sottoposto ad una revisione critica da parte di esperti indipendenti (cfr. in tal senso lo standard ISO 14044).

Tuttavia, a distanza di molti mesi dopo la prima pubblicazione della valutazione in oggetto, non risulta che gli standard internazionali siano stati rispettati. In particolare, i punti che destano maggiore preoccupazione, soprattutto alla luce della “reiterazione comunicativa” in atto, sono i seguenti:

1) dopo l’evento pubblico del 2013, non è stato reso disponibile il rapporto completo della ricerca scientifica svolta dagli autori;

2) la ISO 14044 vieta espressamente, negli studi comparativi, l’impiego di indicatori aggregati, mentre la valutazione in oggetto ricorre a un indicatore unico;

3) la valutazione di cui sopra – contrariamente a quanto richiesto dal richiamato standard ISO 14044 – non è stata sottoposta a revisione critica, né sono stati coinvolti nella medesima i produttori di piatti in porcellana e in plastiche biodegradabili e compostabili. Si rammenta, invero, che, in conformità al predetto standard, occorre che un organismo terzo e indipendente validi lo studio LCA, procedendo con un riesame documentale dello studio proposto, delle tecniche di calcolo utilizzate nonché con la verifica delle fonti dei dati e dei fattori utilizzati.

Ebbene, non v’è chi non veda come, al di fuori delle regole e degli standard internazionali, divenga estremamente facile un uso distorto e fuorviante della LCA, con conseguente impossibilità di preservarne la natura di strumento scientifico imparziale.

Assobioplastiche chiede pertanto a sponsor ed autori della valutazione in oggetto di voler attenersi rigorosamente ai pertinenti standard internazionali in materia di LCA, e in particolare di:

1) procedere al più presto alla pubblicazione del testo integrale dello studio su cui la valutazione è basata, e soprattutto dei risultati della sua revisione critica;

2) nel frattempo, astenersi dal riproporre pubblicamente detto studio, soprattutto in contesti commerciali o di marketing.

Qui un commento alla ricerca presentata nel 2013 al Convegno “Second Life. La doppia vita delle stoviglie in plastica”, promosso dal Gruppo Produttori Stoviglie Monouso in Plastica di Unionplast.

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