Dal 1° gennaio gli ultraleggeri si pagano: la parola ai consumatori

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Il 1° gennaio è entrata in vigore la legge che impone il pagamento dei sacchetti utilizzati per confezionare ortaggi e frutta venduti sfusi. La norma prevede anche che gli ultraleggeri debbano essere compostabili, con un contenuto minimo di materia prima biobased, determinato in base allo standard UNI CEN/TS, di almeno il 40%, percentuale destinata a salire al 50% a partire da gennaio 2020 per attestarsi al 60% nel 2021.

Cosa pensano i consumatori?

Pagare qualcosa che fino al giorno prima veniva regalato non è mai piacevole, ma il sovrapprezzo alla cassa potrebbe essere accettato dai consumatori a patto che ne venga spiegata la ratio sottostante. È quanto emerge da un’indagine commissionata a Ipsos da Novamont (uno dei principali produttori delle bioplastiche utilizzate per produrre sacchetti compostabili) con lo scopo di comprendere il sentiment dei consumatori a pochi mesi dall’entrata in vigore del provvedimento.
Secondo lo studio, sei intervistati su dieci comprano frutta e verdura al supermercato nonostante il canale preferito sia il fruttivendolo (33%). Oltre l’80% preferisce frutta e verdura sfusa perché la ritiene più sana. I sacchetti per il confezionamento di frutta e verdura vengono utilizzati dall’80% di chi fa la spesa al supermercato, anche se non sempre ha consapevolezza dei materiali utilizzati.

Il prezzo giusto? 2 centesimi

Alla richiesta di un parere sulla cessione a pagamento dei sacchetti per ortofrutta, il 58% del campione si dichiara pronto ad accogliere favorevolmente la novità, considerata la naturale conclusione di un ciclo virtuoso iniziato nel 2011, il 59% definisce accettabile un costo di 2 centesimi a sacchetto, mentre il 29% degli intervistati si dichiara nettamente contrario alla nuova normativa. Oltre che per i tempi legati all’ambiente, un’apertura di credito all’acquisto a pagamento viene dalla prospettiva occupazionale, che incontra il favore della quasi totalità del campione (86%), purché supportata efficacemente da un messaggio credibile e onesto (65%). Secondo Ipsos, la comunicazione è destinata a giocare un ruolo chiave per conquistare alla causa i consumatori e «Dovrà essere coinvolgente sul piano emotivo, attivando le coscienze già sensibilizzate dei consumatori dando enfasi al fine ultimo e rendendo partecipi di un progetto comune».

I riutilizzabili non sono ammessi

Il decreto giustifica il pagamento degli ultraleggeri un provvedimento dettato dal principio espresso a livello europeo di ridurre il numero dei sacchetti monouso in plastica utilizzati in ambito UE. Ma, se per gli shopper per l’asporto delle merci esisteva un’alternativa già all’entrata in vigore della norma, oggi la GDO non ammette l’impiego di sacchetti riutilizzabili per frutta e verdura: il prezzo viene infatti imposto in modo automatico su ogni scontrino del reparto ortofrutta.

Mi domando se le associazioni in difesa dei consumatori riusciranno a far togliere questo nuovo, ulteriore balzello che si è abbattuto sulle nostre tasche. Al momento, Codacons ha aperto la battaglia.

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